0102 FARE COOPERATIVA, CREARE LAVORO: LA REALTà MOLISANA SECONDO L’ESPERIENZA DI LEGACOOP MOLISE - Legacoop Molise

Fare cooperativa, creare lavoro: la realtà molisana secondo l’esperienza di Legacoop Molise

martedì, 25 gennaio 2022

Fare cooperativa oggi. Fare cooperativa in Italia. Fare cooperativa in Molise. Tanti i punti che riguardano il mondo cooperativo e tante le realtà che si pongono queste domande, perché già attive sul mercato o perché in via di costituzione.

Sicuramente oggi fare operativa significa fare impresa. E non è per niente semplice, per le condizioni critiche in cui versa l’economia generale e per le difficoltà aggiunte in notevole quantità dalla pandemia che ancora non termina.

Così se il dettaglio dell’analisi di contesto appartiene ad ogni singola cooperativa, la visione globale del sistema cooperazione è appannaggio di organismi più ampi come le associazioni nate in supporto al settore.

Ne è esempio Legacoop Molise, che da quattro anni è entrata in una locale fase di rilancio, guidata dal 2017 dalla presidente Chiara Iosue.

Quattro anni di attività sul territorio molisano. Qual è stato l’impatto?

Come più volte ho avuto modo di dire non è stato proprio una passeggiata. La diffidenza verso le cooperative, una diffidenza diffusa in un periodo storico ormai per fortuna lasciato alle spalle, aveva fatto la sua parte. Ma piano piano, con il dialogo continuo, quotidiano, abbiamo riconquistato terreno e consolidato il valore del cooperativismo con il lavoro, i fatti e i risultati. E non mi riferisco solo al circuito di Legacoop che ho l’onore di guidare, ma a tutte le cooperative del territorio. Che sono una componente preziosa della nostra economia locale.

Quante cooperative sono nate in questo periodo?

Sono una decina le cooperative che hanno aderito al percorso proposto da Legacoop Molise. Sei sono proprio nate con noi e grazie alla spinta che l’associazione ha saputo dare. Grazie al percorso di assistenza loro rivolto hanno superato gli indugi e si sono messe sul mercato trovando le loro soddisfazioni. Certo si deve procedere, lavorare, crescere. Ma il credere di potercela fare è già un passo determinante per la riuscita.

Ci sono zone o tipologie di azienda che avete riscontrato più sensibili al messaggio?

Innanzitutto abbiamo avuto la zona del Fortore che ha prodotto molto in termini di attività e di input per l’intero territorio perché al centro di un progetto di sviluppo, ALL-Interno, sostenuto da Coopfond. Qui lo sviluppo di idee e di azioni deve molto a questo incentivo, ma anche alla volontà di chi da sempre ha creduto profondamente nelle potenzialità di quest’area.

Però anche le altre zone del Molise hanno fatto la loro parte. Abbiamo realtà nate nel Basso Molise come nelle zone montane, tutte spinte dalla voglia di realizzare futuro, accompagnate e se vogliamo rassicurate dalla presenza di un’associazione nazionale alle spalle.

Esistono settori che hanno destato maggiore interesse tra le nuove nate?

Si tende sicuramente a tornare nei territori, a recuperare tradizioni tipiche: valorizzazione aree interne, recupero terreni abbandonati, cooperative di comunità servizi culturali e servizi agricoli. Questi i settori che hanno destato sinora maggiore attenzione.

Quali sono le paure che raccogliete di più tra i possibili cooperatori?

Il rischio d’impresa senza dubbio, per la paura di ‘buttarsi’. A volte manca il coraggio e qui interviene il nostro ruolo: oltre a fornire supporto concreto cerchiamo di portare buone pratiche anche da altri territori per incoraggiare le persone a fare impresa. Facciamo conoscere esperienze analoghe che ce l’hanno fatta. Questo spesso è stato molto utile.

 

Fonte: Il Colibrì