Premio Coopstartup Rigeneriamo Comunità. Obiettivo crowdfunding raggiunto per i ‘Fermenti liberi’ molisani

venerdì, 20 novembre 2020

Tutto è partito da un innovativo bando nazionale di LegacoopCoopstartup Rigeneriamo Comunità. L’invito alle cooperative: progettare una startup da lanciare sul mercato. Partecipanti: 129 cooperative in tutta Italia. A fine agosto 2019 scadono i termini. Si completa la prima selezione. Passano in 29 e tra queste ce ne sono due del Molise: Rika di Montemitro e Fermenti liberi di Campobasso.

La prima, Rika, propone un progetto di albergo diffuso; è una cooperativa di comunità che valorizza risorse territoriali ed è impegnata in progetti per il benessere collettivo. La seconda, Fermenti liberi, ha portato un progetto di gastronomia locale itinerante; punta sulla cucina consapevole, la panificazione artigianale, sull’agroalimentare locale e propone esperienze di prossimità.

Si va verso la fase finale. Il bando invita a produrre un video a porre un budget di partenza e ad avviare una raccolta fondi on line (croudfouding) per raggiungerlo. Verranno premiate le 7 cooperative che raggiungeranno prima l’obiettivo. E il premio sarà l’accredito del budget raddoppiato.

Bene. Proprio in questi giorni il progetto è agli sgoccioli. Fermenti liberi ha raggiunto tra i primi il budget prefissato di 8000 euro: la bandiera della vetta è adesso molto vicina e molto molto possibile.

Una bella soddisfazione per i 28enni Andrea Nasillo e Vincenzo Mignogna, che vedono premiate fatica, creatività e passione. Erano due studenti molisani all’Università di Bologna quando l’avventura è partita. “Abbiamo iniziato a fare il pane insieme ad altri due amici in uno spazio associativo – raccontano – Ogni giovedì sera nel quartiere si sentiva l’odore del nostro pane e qualcuno veniva a prenderlo. Lo facevamo per stare insieme e perché avevamo nostalgia dei nostri prodotti da forno tradizionali“.

Da qui l’idea di continuare a fare il pane una volta rientrati a casa. “L’ambizione era creare una realtà cooperativa attiva anche in campo agricolo, sociale ed economico – dicono – volevamo far tesoro delle esperienze maturate nei contesti bolognesi. Insomma volevamo diventare contadini del ventunesimo secolo, che significa ecologiainnovazione socialefare reteincluderesviluppare economie di prossimità, attivare circuiti virtuosi e trasparenti. Così abbiamo iniziato da ciò che ci aveva tenuto impegnate le mani fino ad allora: il pane“.

La rete è nata grazie all’appoggio della comunità locale: ognuno ci ha messo qualcosa, chi il sapere, chi la farina. E il pane prodotto veniva distribuito in quella che sarebbe diventata una lista di contatti lunga circa 100 persone. “A questo punto – raccontano ancora – ci serviva un forno più grande ma noi disarmati e privi di un esperienza seria paragonabile a chi il pane lo fa da una vita ci sentivamo sprovveduti. Così abbiamo pensato di fare come i contadini del passato, che preparavano il pane a casa e andavano a cuocere nei forni di paese”.

Ancora una volta la generosità di una comunità genuina come quella del Molise dà la spinta all’impresa. Una persona decide di aiutarli mettendo a disposizione spazi e competenze per farli crescere. Conoscenze e abilità aumentano. E anche i contatti. Nasce un gruppo informale fatto di produttori e consumatori, dove le giornate di distribuzione diventano festa e confronto. Senza mai mollare arrivano altri incontri, altre opportunità, tra cui uno stand al mercato coperto di Campobasso e un evento a Casacalenda in cui vengono promossi i produttori della rete con ottime risposte di pubblico. Quindi il bando di Legacoop.

E oggi Fermenti liberi festeggia con soddisfazione questo bel traguardo. E già pensa a come fare il prossimo, determinante, passo: acquistare finalmente un furgone con cui viaggiare, le auguriamo tutti, molto lontano.